Storia della Gens Micenea

L'origine della Gens Micenea viene fatta risalire a ben 500 anni prima della nascita di Roma.

Capostipite della famiglia fu Agamennone, re di Micene, le cui gesta sono giunte, grazie all'opera di Omero, fino ad oggi. In seguito alla vittoria nella guerra contro Troia la famiglia conobbe un grande periodo di splendore.

La caduta di Micene (1100 a.C.) segnò anche il declino parziale della famiglia costretta a vagare per la Grecia prima di trovare una sistemazione definitiva ad Atene (700 a.C.). Data la provenienza della famiglia, il nome del fondatore Agamennone si andò perdendo, sostituito dall'attuale Micenea. Durante il periodo del governo aristocratico, i membri della famiglia ricoprirono spesso il ruolo di Arconte (una delle massime figure istituzionali di Atene). Il ramo originario dei Micenei si fuse con quello degli Alcmenidi, e da questa unione nacquero gli esponenti più importanti della famiglia: Pericle ed Alcibiade (V secolo a.C.). In seguito la famiglia si ritrovò sempre in primo piano nella lotta per l'indipendenza di Atene contro gli invasori. E' così che la famiglia si oppose con tenacia agli Spartani,ai Tebani, ai Macedoni e infine ai Romani.

Con la definitiva sottomissione di Atene a quest'ultimi, il ramo tradizionalista e patriottico della famiglia, fu costretto all'esilio (molti scelsero l'Italia), lasciando il posto ai più giovani membri. Costoro abbandonarono i vecchi ideali democratici e indipendentistici, per abbracciarne dei nuovi legati al profitto e al potere. In questo periodo, il nome della famiglia Micenea, diventò un punto di riferimento per il commercio in tutto il Mare Nostrum.

In età imperiale, la famiglia fu coinvolta in violenti scontri per il controllo dei traffici marittimi, e fu così che i due fratelli Alcibiade ed Ascanius furono costretti a lasciare l'amata città per riparare altrove. Dopo un breve periodo in cui vissero a Neapolis, i due fratelli decisero di recarsi a Roma e lì rifondare la Gens, diventando un punto di riferimento per i restanti membri della famiglia sparsi in giro per il Mediterraneo in seguito all'esilio.

Con loro si conclude anche la "Prima Era" della Gens Micenea. La "Seconda Era" si apre con la nomina a Membro Capo di Tormento, Antares, Marcocrippa,Vincentius e Lauro Ambasciatore, degni eredi dei fondatori della Gens, diventando ancora di più un punto di riferimento non solo per i membri di tale famiglia, ma di Roma tutta. Con il passare del tempo cambiano i timonieri, viene aggiunto Helios come Pater del Ramo Pericleo, con la conferma di Antares, Marcocrippa e Tormento, per la nomina del Primo Pater Gentis.

E’ tuttavia con la "Quarta Era" che la Gens subisce un profondo cambiamento strutturale e gestionale. E' così che molti Membri, occupanti posizioni di rilievo e prestigio tra le Corporazioni di Roma, danno le proprie dimissioni, così come da le dimissioni il Consiglio Supremo nella sua interezza. Si assiste così alla nomina di Leonis come Pater della Gens Micenea ( nella "Terza Era" era stato nominato Vicario al Pater Gentis dell'allora Pater Tormento) di Sophrosyne, David e Prisco rispettivamente Membri Capo del Ramo Alcmenide, Agrippa e Pericleo. La passione per la Medicina, diventata comune per i Micenei, permette a Leonis di divenire Primario dei Medici e si assiste in un tentativo, da parte dei Membri della Gens, di rialzarsi dopo duri anni. Sophrosyne viene quindi nominata Pontifex e Leonis eletto Senatore tramite elezioni popolari. Theseus viene nominato Araldo di Gens. Successivamente la Gens Micenea entra nella sua "Quinta Era", con la Nomina, da parte del Consiglio Supremo, di Procolo a Pater del Ramo Pericleo, e con il riconoscimento di numerosi parenti, con la Gens che continua ad inanellare successi ed espandersi in ogni dove.

 

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